"Predatori del mondo intero unitevi! Adesso che mancano terre alla vostra sete di totale devastazione, andate a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, voi siete gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; voi soli bramate possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubate, massacrate, rapinate e, con falso nome, chiamatelo impero; infine, dove fate il deserto, dite che è la pace".



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giovedì, gennaio 21, 2010

cresciuto fra le khazzelle



Qualcosa nella notte. Storia di Gilgamesh, signore di Uruk, e dell'uomo selvatico cresciuto tra le gazzelle

Editore: Mondadori

Collana: Scrittori italiani e stranieri
Prezzo: 16,00 Euro

Dati: 203 p.
Anno: 2004
Descrizione:
Qualcosa nella notte. Storia di Gilgamesh, signore di Uruk, e dell'uomo selvatico cresciuto tra le gazzelle. Questa è la storia di Gilgamesh, il re per due terzi di stirpe divina ma per un terzo uomo, un uomo a cui fu destinata la sovranità sugli altri uomini ma non il dono di vincere la morte. Il romanzo di Paola Capriolo è una vera, personale 'esecuzione', una reinterpretazione moderna e poetica di quello che può essere considerato il primo capolavoro letterario dell'umanità. Le più antiche tradizioni orali del "Gilgamesh", il grande poema epico della civiltà sumerica, risalgono al III millennio a.C., ma la storia dell'opera è complessa; oltre a una redazione babilonese del XII secolo, se ne conosce un'altra, assira, del VII. Paola Capriolo ha studiato con passione e accanimento la tradizione del testo, ma il suo intento, pur nel rispetto accuratissimo di ogni particolare, non ha nulla a che vedere con l'archeologia o con la filologia. Nelle sue pagine, le avventure di Gilgamesh e del suo amico Enkidu, l''uomo selvatico' che conosce il linguaggio degli animali ma poi si converte alla civiltà, le imprese contro il gigante della foresta dei cedri e contro il toro, la collera della dea Inanna, compongono un'epopea ancora capace di parlare ai sentimenti dell'uomo contemporaneo. Quali sono i temi che il mito di Gilgamesh mette in campo? La gloria che l'uomo può conseguire attraverso le sue azioni e la possibilità del fallimento, il senso della morte, la ricerca dell'immortalità e lo strazio per la caducità delle creature, la contrapposizione tra lo stato di natura e la civiltà, il rimpianto per la perdita dell'innocenza, il valore dell'amicizia e dell'amore sessuale, il dolore inconsolabile della perdita. Questi sono i rovelli eterni sui quali l'uomo di tremila anni fa s'interrogava con la stessa nostra dolente ostinazione. Ed è l'epos che una scrittrice italiana di oggi ha reso accessibile e vivo grazie a un talento davvero raro: quello di saper narrare in uno stile piano e affascinante, con una prosa limpidissima, morbida e forte, con un ritmo pacato, musicale, quasi di favola. La lettura di "Qualcosa nella notte" è semplice, è un'emozione; conserva tutto l'incanto e la naturalezza delle cose a noi eternamente vicine.

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