Avanzo da secoli in questo vento,
sollevato da un remoto passato,
che s'adatta alle pieghe lucenti
del mio torvo e liso mantello.
Nella lumaca di lucciole
del crepuscolo imminentele città
che ho visitatosi affollano
ronzanti attorno alle mie
impronte come mosche
sulla carogna di un cucciolo
sventrato. Un girovago perduto
nel tempomi portera`
al luogo immaginarioverso
cui sto camminando.
E la memoria, che s'incaverna in un dolmen
di cristallo,prostrato dentro le fronde
scheletriche di abeti
sfogliati da due mani trepide
di vecchia,non ha altra meta che
quel vuoto di senso. Essere qui e` terribile.