"Predatori del mondo intero unitevi! Adesso che mancano terre alla vostra sete di totale devastazione, andate a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, voi siete gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; voi soli bramate possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubate, massacrate, rapinate e, con falso nome, chiamatelo impero; infine, dove fate il deserto, dite che è la pace".



......



mercoledì, giugno 30, 2010

assenza notturna


Il corpo dei wAsKhEr
tra i fiori della notte.
Io  non c'ero.

martedì, giugno 29, 2010

Korpowaskherizzato


Il corpo WasKhErIAnO  è saggio. La sua saggezza mi invia segnali di importanza vitale per le mie scelte. Attraverso un sentire fatto di percezioni mi informa su dove andare e dove no, cosa mangiare e cosa no, se quella persona mi stia dicendo la verità oppure no. Essere in ascolto di questi segnali e averne fiducia può a volte valere la mia sopravvivenza.

Quindi, se mi si vuole indottrinare, bisogna rendermi insensibile ai segnali del corpo. Si comincia da piccoli, l’addestramento deve essere precoce; si insegna ad ignorare i segnali del corpo, a non rispettarne i bisogni; si addestra il corpo alla immobilità, al blocco, alla posizione fissa: ben seduto nel banchetto di scuola per ore ed ore, pipì e cacca quando diciamo noi, cibo e sonno regolamentati dall’orologio. Comincio allora a non fidarmi più delle mie sensazioni, fino ad arrivare a temere il mio istinto. Se il corpo mi manda segnali di sofferenza, questi vanno prontamente azzittiti: un bel farmaco ad hoc, e tutto è sotto controllo, la “norma” è rispettata, la sedizione è stata sedata. Meglio ancora se una sostanza chimica venga immessa di continuo nel corpo, un farmaco a vita, possibilmente psico-farmaco. Controllo garantito. Il corpo ci riproverà più volte, ma alla fine impara la lezione: “fai il bravo”, non disturbare, non seminare imbarazzo, stai fermo lì. Alla spontaneità viene preferito l’automatismo, perché un comportamento robotico è di gran lunga più accettabile di un comportamento imprevedibile e fuori dalla norma. Alla fine, mi ritrovo ad aver perso la mia bussola interna e devo necessariamente affidarmi a “bussole” esterne a me, che mi dicano cosa sia meglio per me: la tv, la maestra, il prete, il grande libro, il medico, il pubblicitario, il politico.

All’esperienza diretta preferisco il pensiero, l’idea. Non so più cosa cosa sia il mio istinto, quale sia la mia voce interiore, cosa voglia dirmi il corpo: qualcuno lì fuori ne saprà più di me, crederò a lui, adotterò le sue convinzioni. Ditemi, per favore, ditemi cosa è normale, qual è la cosa giusta ed appropriata da fare.

Ma nessuno “lì fuori” sa realmente cosa sia giusto per me, per uscir fuori dall’indottrinamento devo rientrare in me. Riprendere il contatto con il corpo, dare valore e fiducia ai suoi segnali, sviluppare quel “sentire” di pancia, che è ben diverso dal pensare di testa. Radicarmi nel corpo e viverlo con pienezza.

regola superiore


la regola è perfetta:
in tutte le questioni di opinione
i nostri avversari sono pazzi

lunedì, giugno 28, 2010

Ada

Non so perchè ma si chiama Ada .

Si chiama Ada. Già, Ada.
È sdraiata nel grande letto di legno scuro e se lo ripete mentalmente. Fa rimbalzare in testa tutta fiera quel monosillabo veloce.
Quando sei vecchio nulla è più tuo, questo lo sa da tempo. Quando hai novantasette anni delle cose non te ne frega più niente da un pezzo, di quelle che durano nel tempo menchemeno. Sarà per questo che fa comprare a Mina, la badante filippina, solo tovaglioli e piatti di carta, nonostante i cassetti siano pieni di fiandra e lino ricamato. Si fa schiacciare la mela e la raschia con le posate di plastica PET, dimenticandosi del rumore che produce il metallo sulla ceramica.
È uno dei tanti addii che fa al mondo di anno in anno, senza chiedersi troppo il perché.
All'inizio Mina le è stata imposta dalle figlie. La straniera in casa sua che, l'aiuta ad andare in bagno e le pulisce la bocca quando si sbrodola.
Eppure non è un'umiliazione, si dice. È più umiliante che gli altri lo trovino penoso ma te lo infliggano ugualmente. Come a sottolineare che ci stai mettendo troppo a morire.
Ada sorride nell'oscurità della sua camera.
La vecchia con la pelle dura come i suoi occhi azzurri.
Ada, Ada, Ada, Ada...
Quando sei vecchio nulla è più tuo. Eppure da quando Mina le fa compagnia lei si è riappropriata del suo bel nome, breve ma ampio, che è rimasto sepolto per anni sotto interscambiabili mamma, nonna, bisnonna, signora.
Senti come suona bene: Ada, Ada, Ada.. Così la chiama Mina quando parlano insieme.
Ada va a letto sempre più presto. Non ha sonno, ma l'idea di alzarsi finalmente dalla sedia e dirigersi in camera le dà un piccolo brivido. Molto più delle visite che le fanno figlie e nipoti. È il suo inconfessabile segreto.
Quello che è successo alla sua schiena, quel piegarsi ad arco fino a guardarsi l'addome quando cerca di stare in piedi, è quello che succede pian piano dentro di lei. I vecchi non pensano alla morte. I vecchi cominciano a conoscerla. I vecchi come Ada vogliono ripiegarsi su se stessi, ritrovarsi un po', stare compatti su quello che è rimasto loro.
Ada va a letto quando Mina sta ancora guardando il TG delle otto. La voce del cronista s'infila nella camera con il pavimento di graniglia, l'odore di naftalina e il posto di Nino, il marito di Ada, sempre intatto e inamidato da quasi vent'anni, da quando la morte se l'è preso così all'improvviso tra le lenzuola del corredo.
C'è la rivolta dei tibetani, la monnezza di Napoli, quell'affare dell'Alitalia: oltre la porta c'è il mondo che infila un passo dopo l'altro.
C'è, ma e in un'altra stanza.
Ada, Ada, Ada, Ada...
Quando le luci si spengono nel resto della casa, lei si concentra sui fari che arrivano dalla strada. Attraverso le tapparelle conta le macchine che passano sul grande vialone per addormentarsi.
Due, tre... quattro.
Una lieve agitazione l'assale perché Mina ha comprato due chili di mele acerbe. Due chili. Quando li ha tirati fuori dal sacchetto si e sentita avvampare e ha distolto lo sguardo.
Poi allunga la mano verso il posto del suo Nino e pensa a quanto tempo è passato e chissà se la riconoscerà. Sì, chissà.
Quel pensiero ha un sapore lontano che ancora punge come uno spillo e lei come ogni notte ha trent'anni ed è sfollata insieme alle tre figlie. Suo marito non c'è: dopo l'armistizio ha preso i sentieri delle montagne e ha raggiunto i partigiani. Non sa più nulla di lui. Ma sa che l'ha fatto per impulso, ancor prima che per ideologia.
Per seguire l'istinto plantare a farsi tirare dove non sa.
Ada non ama immaginarsi il futuro, fare congetture, lei è tagliata nella pietra ligure e conosce solo la certezza delle onde. Il dolore corrode la faccia, ma il corpo, le mani e gli occhi rimangono fermi, senza tremori.
Poi le immagini si susseguono come tutte le notti.
Come in un film.
C'è lei che per sbaglio va in una farmacia diversa dalla solita perché quella in centro e chiusa per lutto, eppure il farmacista sembra conoscerla, la porta nel retrobottega per darle una ricetta di cui non sa niente e le dice che Nino è oltre confine. Che l'hanno preso e lo hanno torturato, che gli hanno forato i timpani, già che era lì con quella faccia da contadino a far finta di non sentire le domande che gli facevano.
l dolore si mischia insieme alla gioia nell'addome, facendo un vortice che risucchia in basso le budella e Ada capisce, notte dopo notte, che la memoria, quella vera, ce l'ha il corpo. Quel corpo vecchio che non è più tuo, che non risponde più, ma che rimane attaccato ai momenti della vita e cela le mappe delle tue emozioni.
Spilli e vuoti che riafferri come il corrimano delle scale mobili.
Ada tenta di mettersi su un fianco, quando suonano alla porta. Un trillo roco, e lei corre ad aprire. C'è un tizio magro, brutto e sporco. No, non abbiamo bisogno di niente, gli dice. Niente. È sua madre che la scosta, apre di nuovo e cade in ginocchio mettendosi a piangere, che quello lì con gli occhi selvatici è Nino, che se l'è fatta a piedi. Nino, che sua moglie non ha riconosciuto.
Di nuovo il corpo si ricorda. È fitte, formicolii. È un tonfo.
Ecco la dodicesima macchina. D'estate il tempo prima di assopirsi si allunga: può contare sul passaggio di poche automobili. Le famiglie sono già in villeggiatura.
Ada lo sa. L'attimo che il suo corpo cerca ormai ogni notte è ancora lontano. Le bestie sono bestie, pensa. Come diceva sempre sua madre e prima di lei sua nonna. Anche quella frase è un appuntamento notturno, perché l'immagine di suo marito sulla soglia è tutt'uno con quella del gatto scappato dalla casa di Oneglia, casa che nella testa è la stessa della sua maturità, anche se era tutta diversa e lei aveva solo dieci anni. Le piacciono i cortocircuiti della mente, tanto le sembrano un regalo del tempo, che a rinfilare sempre gli stessi pensieri ti mostrano percorsi nuovi. E anche lì, quando l'estate seguente il gatto Bianchino si era ripresentato miagolando al cancello, le era parso così brutto e nero e selvatico che manco lo aveva riconosciuto.
Neanche quella volta.

essere waskher


 
Cane che abbaia talvolta morde.
 Essere  wASkHeR che ride
 non spara mai.

domenica, giugno 27, 2010

richiesta waskheriana


Chi potrebbe crederci ci prende per pazzi e chi è pazzo al punto di crederci non ci da retta....a noi non serve un pazzo ma quello  poco prima della pazzia....l'ossessione.....la passione

venerdì, giugno 25, 2010

consapevol mente


C’era un giorno un barbone wAsKhEr  che vive a Londra, che si sta sistemando per la notte.
É riuscito a malapena a procurarsi una crosta di pane da mangiare.
Tuttavia, giunge fino all’argine del Tamigi.
Sta scendendo una pioggerellina leggera, e così si rannicchia nel suo vecchio cappotto sbrindellato.
É lì lì per addormentarsi quando improvvisamente compare una Rolls-Royce guidata da un autista.
Dall’auto esce una ragazza bellissima che gli dice: «Pover’uomo, ha intenzione di passare la notte qui sull’argine?».
Il barbone WaSkHeR risponde: «Sì». E la donna: «Non posso permetterlo.
Verrà a casa mia e trascorrerà una notte piacevole, dopo aver consumato una buona cenetta».
E insiste perché l’uomo salga in macchina.
Poi, escono da Londra e arrivano in un luogo dove la donna possiede una splendida magione, circondata da un parco immenso.
Vengono accolti dal maggiordomo, al quale la donna dice:
«Per favore, James, assicurati che quest’uomo venga sistemato negli alloggi della servitù e che venga trattato bene». James esegue.
La giovane donna si è svestita e sta per andare a letto quando all’improvviso le viene in mente il suo ospite.
Così, s’infila qualcosa e attraversa il corridoio, fino agli alloggi della servitù.
Vede che dalla fessura della porta della stanza in cui è stato alloggiato il barbone filtra un filo di luce.
Bussa piano alla porta, la apre, e trova l’uomo sveglio.
Allora gli chiede: «Cosa c’è, buon uomo, non ha avuto una buona cena?».
E lui risponde: «Mai mangiato così bene in vita mia, signora».
«Ha abbastanza caldo?» chiede lei.
«Sì, grazie, il letto è caldo e confortevole» risponde lui.
Allora lei dice: «Forse ha bisogno di un’ di compagnia.
Perché non mi fa un po’ di posto?».
Così dicendo gli si avvicina,
lui le fa posto e cade dritto nel Tamigi

giovedì, giugno 24, 2010

dal 4° piano



Dal loro quarto piano sull'infinito,nella plasibile intimità della sera che sopraggiunge,a una finestra che dà sull'inizio delle stelle,i vASkHeR  sognanti  si muovono con l'accordo di un ritmo,con una distanza rivolta verso viaggi a paesi ignoti,o ipotetici,o semplicemente impossibili.


mercoledì, giugno 23, 2010

कोदिफिकात

Oramai noi wAsKherR abbiamo perfettamente compreso  l'Algoritmo Berlusconico: s'intuisce chiamandolo "Politica del Tentativo", si risolve conoscendo i propri diritti. "Politica del Tentativo", questo è. Spararla grossa, dilatare la già infinita tolleranza istituzionale insita in ognuno di noi. Forzare la cassaforte morale e prendere ciò che va preso. Sempre di più, ancora di più, per poi ritrattare in extremis, ed illudere il suddito che ancora lotta di una semivittoria mutilata.
E' Reality Show, è un Nulla che invade il Tutto e cattura le nostre energie . Pericoloso, quando c'è la crisi economica a dirti che i bisogni primari non sono poi così scontati. Pericoloso, quando giorno dopo giorno, pezzetto dopo pezzetto, vedi sgretolarsi l'ormai banale, l'ormai "data per acquisita" Democrazia. Che, come l'aria, si apprezza solo quando comincia a mancare

martedì, giugno 22, 2010

DESTINY



(gioca,gioca wAsKhEr  bambino,
finché con un soffio di vento
con te giocherà il destino)

lunedì, giugno 21, 2010

progetto del contadino waskheriano


Amate il guadagno facile, l'aumento annuale di stipendio, le ferie pagate? Desiderate sempre più case prefabbricate?
Abbiate paura di conoscere i vostri vicini, e di morire, e avrete una finestra chiusa  nel pensiero.
Nemmeno il vostro futuro sarà più un mistero, la vostra mente sarà perforata in una scheda e messa via in un cassetto.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto ve lo faranno sapere.
Ma tu amico, ogni giorno, fà qualcosa che non possa entrare nei calcoli. Ama il Creatore, ama la Terra. Lavora gratuitamente.
Conta su quello che hai e sii povero, ama qualcuno anche se non lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo. E abbraccia gli esseri umani. Nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura ciò che non capisci, e loda questa ignoranza, perché ciò che l'uomo non ha razionalizzato, non ha distrutto.
Fai le domande che non hanno risposta. Investi nel millennio. Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai piantato e che non vivrai per raccogliere.
Afferma che le foglie quando si decompongono diventano fertilità. Chiama questo "profitto".

Una profezia così si avvera sempre.

Poni la tua fiducia nei 5 cm. di humus che si formeranno sotto gli albero ogni mille anni.
Stai a sentire come si decompongono i cadaveri: metti l'orecchio vicino e ascolta i bisbigli delle canzoni a venire. Aspettati la fine del mondo.
Sorridi, il sorriso è incalcolabile, sii pieno di gioia. Finché la donna non ha abbastanza potere, sostieni la donna più che l'uomo. Domandati: questo potrà dare gioia alla donna che è contenta di aspettare un bambino? Quest'altro disturberà il sonno della donna vicina a partorire?
Vai col tuo amore nei campi.
Stendetevi tranquilli all'ombra, posa il capo sul suo grembo ... e vota fedeltà alle cose più vicine alla tua mente.
Appena vedi che i generali e i politicanti riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero, abbandonalo.
Lascialo come segnale per indicare la falsa traccia, la via che non hai preso.
Sii come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario, alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.

INSEGNANTE

                               pur caotica che sia


                        un immagine di WaSkHeR

                         insegna sempre qualcosa

domenica, giugno 20, 2010

virtual insanity

e dal letame
nascono
i fior....
poi i fiori marciscono e rinasce merda.

pensiero osante


WaSkHeR osa ammettere che ci vorrebbe la guerra ed anche un pò di miseria per insegnarci a non sprecare i giorni.

sabato, giugno 19, 2010

morale delle favole


All’ FBI diversi candidati, avevano giá superato diverse difficili prove attitudinali per questo lavoro.
Per la prova finale, un agente dell’FBI portò uno degli uomini candidati al posto,
davanti ad una grande porta di metallo e gli mise una pistola in mano.
“Dobbiamo essere sicuri che tu esegua le nostre istruzioni in qualunque
circostanza. All’interno della stanza troverai tua moglie seduta su una
sedia. Uccidila!”
L’uomo disse: “Non starai mica parlando seriamente, io non potrei mai
sparare a mia moglie.”
L’agente : “Allora tu non sei l’uomo giusto per questo lavoro.
Prenditi tua moglie e vattene a casa.”

Al secondo uomo candidato diedero le stesse istruzioni.
L’uomo prese la pistola ed entrò nella stanza. Tutto restò calmo per circa 5 minuti.
L’uomo uscì dalla stanza in lacrime: “Ci ho provato, ma non posso uccidere mia moglie.”
L’agente: “Tu non hai le qualità che cerchiamo. Prenditi tua moglie e vattene a casa.”
Per finire, toccò alla candidata donna.Era una WasKhEr.
Le diedero le stesse istruzioni, cioè di uccidere suo marito.
Lei prese la pistola ed entrò nella stanza.
Si udirono diversi colpi provenire dalla stanza, uno dopo l’altro.
Si sentirono urla, rumore di mobili rotti, si sentì battere sulle pareti.
Dopo alcuni minuti, tutto fu calmo.
La porta si aprì lentamente e si vide la donna WaSkHeR  apparire sulla soglia.
Si asciugò il sudore dalla fronte madida e disse:
“Questa pistola è caricata a salve, ho dovuto ucciderlo a sediate in faccia

venerdì, giugno 18, 2010

ultrarealismo


Qui WaSkHeR è  L’Ultrarealista:
guarda alla storia di ogni persona;
 entra profondamente
nel cuore di ogni essere,
e nel cuore dello spettatore.

giovedì, giugno 17, 2010

ascoltami


i WaSkHeR credono in una vita di attimi,
se questi attimi  sono continuamente
costruiti.

mercoledì, giugno 16, 2010

da dove vengono i WaSkHeR


Eccomi. Sono tornato! Il cielo è ancora di nuovo azzurro dopo il temporale, di nuovo piccole nuvole bianche galleggiano nello smalto turchese che si intravede tra i rami degli ippocastani. Leggero un vento da Sud mi porta profumi lontani e un ricordo di tempi andati. Vengo da un remoto passato, da un continente scomparso, da memorie tramandate. Vengo da uno ieri lontano, da una distante memoria, da profondità assolute. Vengo da foreste carbonizzate, da oceani prosciugati, da atlantidi sommerse. Vengo da leggende antiche, da strade non tracciate, da un paese dimenticato. Vengo da notti di mille stelle cadenti, da grotte sottomarine, da minareti e ziggurat mesopotamiche. Vengo da fiumi e cascate fumanti, da incendi di praterie, dai giardini pensili di Babilonia. Vengo dagli accampamenti dei pellerossa, da canti intorno al fuoco, dal giro della pipa sacra. Io Vengo dalla pianura di Stonehenge, dai templi di Abu-Simbel, dalla valle di Goreme. Vengo da un sogno di delfino, dalla barriera corallina di Sharm-el-Sheik, e da quella di Marsa-Alam, da Elphinstone Reef e da Ras Samadhai. Vengo dall'isola di Rapa-Nui, dalle piramidi atzeche, e di quelle di Giza. Vengo dal ghiacciaio di Roseg, sulle Alpi dopo S. Moritz, dal castello Bunchrew ad Inverness, dalla caldera di Kallisté. Vengo dai mille monumenti e ruderi di Roma, dalle rovine di Pompei, dalle scogliere delle Isole Faroe. Vengo dalle guglie di Milano, dalle Dolomiti, dalla foresta di Camaldoli. Vengo dalle città sotterranee di Cappadocia, dall'Oceano ad Oporto, dalle paludi di Coto Donana, dalle scogliere di Finis Terrae, Vengo dalle sabbie del deserto, dai monti dell'Atlante, dalla via della seta. Vengo da Mont S.Michael, dall’acropoli di Atene dal mare delle Cicladi, dai monasteri delle Meteore dai quadri di Caravaggio, dalle poesie di Neruda e di E. L. Masters, Vengo dal mio sogno di volare, dall'idealismo del Che, dai libri di Richard Bach, dal suo gabbiano Jonathan Livingston. Vengo dai racconti di Eminghway, dalla follia geniale di Picasso dal fortepiano di Mozart, dall’Isola Tiberina al centro della mia antica città .Vengo dalla visione di Tashunta Witko, dalla tragedia del suo popolo, Vengo da questi e cento altri posti, vengo da ieri e da domani, dai miei sogni e dalle mie speranze, dai libri che ho letto e dalle musiche che ho ascoltato. Da lontane favole e ballate di druidi e melodie celtiche, da notti di birra e onde di mari e marinai, da amori andati e da volti dimenticati, da amici perduti e amici ritrovati, da segni, sogni, bisogni, da velocità a due ruote e voli a quaranta metri sott'acqua, da cani randagi e altrettanto randagi gatti, da quadri e monumenti, da fuochi, fumi, chitarre e lune, da lacrime, errori, andate e ritorni, da treni, città, Vengo da tutto questo e da molto altro ancora. Vengo da tante altre cose che non riesco a ricordare, ma sono quello che sono proprio per questo, ed è quello che sono che posso darti, e non altro, niente di più o niente di meno, questo e non altro ..ancora..di più..


martedì, giugno 15, 2010

con fuso

fantasmaticowaskher


Avete mai incontrato un fantasma?
non intendo di quelli veri, nessun ectoplasma o lenzuolo bianco, ma un fantasma del vostro passato....wAsKhEr si, e non una sola volta.
Oggi è successo, una visione fugace, un passaggio veloce davanti ai suoi occhi mentre stava salendo le scale , un "ciao" appena accennato, il tempo di realizzare chi fosse, ed ecco che insieme al ricordo arriva una canzone legata a quei momenti, che improvvisamente prende tutti i ricordi, li strappa violentemente dai recessi della memoria e poi li scaraventa alla bocca dello stomaco.....un'altra porta che non si è aperta, un altro angelo caduto che forse ora riesce a volare nuovamente.

appecorata mente


Guidando Fiat 500 tassativamente bianca.
Gnocchetta (o aspirante tale) alla guida, capelli lunghi acconciati a mò di coda, occhiali da sole a goccia.
Smart tassativamente scura (nera o blu).
Gnocchetta (o aspirante tale) alla guida, capelli sciolti, occhiali da sole grandi (quelle con le lenti che ti coprono fino agli zigomi) con colori fashion.

Vespa bianca.
Gnocchetto (o aspirante tale) alla guida. Casco fashion con su la Union Jack. Occhiali da sole a goccia. Bermudini a quadretti.

Motorino (non vespa) colori scuri.
Simil truzzo (o aspirante tale) alla guida. Casco nero o verdone con su Chico de Puta 69. Occhiali da sole a lenti quadrate. Bermuna di jeans.

Suv (qualsiasi marca o modello).
Tamarro (certo e non presunto) alla guida. Dimensioni varie che vanno dal nanerottolo al grasso/grosso. Pochi capelli (se ci sono paiono alquanto unti). Braccio sinistro in fuori con orologione pataccone ben in vista.
Tamarra (con aria vagamente zoccoleggiante) alla guida. Capelli, lunghi, vaporosi, eccessivamente profumati. Una mano sicuramente impegnata con cellulare o con sigarettina slim che fa (secondo lei) meno male. Rumina gomma da masticare.
La moda è omologazione. L'omologazione è appiattimento.


canzone inutile


tutti conoscono l’utilità di ciò che è utile.
I WaSkHeR  conoscono l’utilità
Di ciò che è inutile

lunedì, giugno 14, 2010

waskheraggio non tecnologico


L'elemento chiave del WaSkheRaggio  non tecnologico consiste nel pensare in modo semplice, essere vigili e viaggiare con gli occhi aperti e lo sguardo indagatore.
Per esempio, quando vado al supermercato o in qualche altra situazione socialmente ricca, osservo le persone. Per me gli estranei sono una sfida e cerco di scoprire di loro più che posso.
Quando incontro un uomo d'affari in aeroporto, la mia mente ingrana la quinta e cerca di scoprire il suo sedile e il suo status sociale; di dedurre i suoi problemi medici; di immaginare la sua situazione familiare (o di scoprire il suo orientamento sessuale); di valutare la sua situazione finanziaria, di stimare il suo reddito, di indovinare le sue abitudini alimentari e perfino il suo indirizzo.
Quando vado a un ristorante, ascolto le conversazioni che si svolgono attorno a me, traendo piccoli frammenti di informazioni. La mia attenzione vaga mentre analizzo i dintorni, tentando di scoprire quanto più possibile.
Quando attraverso il parcheggio di un edificio, controllo i veicoli per determinare cosa si svolge negli edifici e chi vi abita.
Faccio tutte queste cose non perché soffra di disturbi dell'attenzione, ma perché è ormai diventata una deformazione professionale. Ho assistito personalmente al potere della percezione.
Quando devo affrontare grosse sfide relative alla sicurezza, non parto mai alla carica. Mi siedo e osservo. Il semplice addestramento della percezione è in grado di risolvere i problemi più difficili.

domenica, giugno 13, 2010

aruspexwaskher


Usare. Non venire usati.
Osservare.
Poi dimenticare

sabato, giugno 12, 2010

rose waskheriane


Una wAsKhEr diventò   santa
per distrazione ... cosi,
 dimenticandosi di se stessa.

venerdì, giugno 11, 2010

fini mondi


Se l’io è una convenzione imposta alla coscienza umana attraverso il controllo, allora  il problema è sociale
e  i WaSkHeR  non c’entrano nulla.

giovedì, giugno 10, 2010

innocente mente

TUTTE LE STRADE
SONO LECITE.
ALL’INNOCENZA
DEI WaSkHeR

mercoledì, giugno 09, 2010

by polarismo


solo recentemente i WaSkHeR hanno scoperto
com'è bello
che uccello faccia rima con cervello

martedì, giugno 08, 2010

nascondiglio


chi nasconde il wAsKhEr
che ha in se
 muore senza voce