"Predatori del mondo intero unitevi! Adesso che mancano terre alla vostra sete di totale devastazione, andate a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, voi siete gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; voi soli bramate possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubate, massacrate, rapinate e, con falso nome, chiamatelo impero; infine, dove fate il deserto, dite che è la pace".



......



venerdì, febbraio 26, 2010

matematica mente


Un professore di matematica invia un fax alla moglie, con il seguente messaggio:
"Carissima, capirai che ora che hai 54 anni io ho alcune necessitá che giá non puoi piú soddisfare. Sono felice con te come moglie e sinceramente spero che tu non ti senta ferita o offesa a sapere che quando riceverai questo fax io saró al Big Dick Hotel con la mia segretaria che ha 18 anni. Torneró a casa prima della mezzanotte."
Quando il tipo arriva all'hotel trova un fax per lui. Diceva
"Caro marito, grazie per l'avviso. Approfitto dell'occasione per ricordarti che anche tu hai 54 anni. Nel contempo ti informo che quando riceverai questo messaggio, io saró alloggiata al Hotel Happy Dust con il mio professore di tennis, anche lui di 18 anni. Siccome sei un matematico, potrai comprendere facilmente che in queste circostanze il 18 entra piú volte nel 54 che non il 54 nel 18. Non mi aspettare. Un bacio. Tua moglie."

giovedì, febbraio 25, 2010

portale


I wAsKhEr , lo so,
non dovrebbero scrivere;
ma io scrivo
perché ognuno possa leggere
da lontano nel mio cuore

mercoledì, febbraio 24, 2010

andate a cagare



Sabato 13 febbraio è stata la giornata del banco farmaceutico.
Funzionava come quello alimentare, si entra in farmacia e si acquista un farmaco che verrà dato a chi ne ha bisogno.
i wAsKhEr avrebbero alcune riflessioni da fare.
Innanzitutto con che criterio dovrei scegliere il farmaco da comprare...
E poi io le case farmaceutiche le ODIO.
Proprio loro che non sdoganano i brevetti per i paesi del sud del mondo, proprio loro che spendono milioni nella ricerca dell'ennesimo farmaco per il colesterolo alto di noi ciccioni del primo mondo ma lasciano morire di diarrea i bambini del Burundi; loro che ci fanno passare i dolori mestruali ma proprio non riescono a far sparire la malaria dall'Africa...
Loro che pagano cene, viaggi e quant'altro ai medici in cambio di prescrizioni di questo o quel farmaco...
Ecco, loro sabato 13 febbraio ci chiedono di essere generosi...e gonfiare ulteriormente le loro tasche per "regalare un farmaco a chi ne ha bisogno".
Anche io ho un invito per voi per sabato 13 febbraio 2011:
ma andate a cagare!
Possibilmente in uno di quei paesi dove si muore di diarrea

martedì, febbraio 23, 2010

scrittura nel tempo virtuale


William Talcott, poeta amico di Neal Cassidy, è morto portando via con sé la password delle email in cui conservava gran parte delle sue opere.

I figli hanno chiesto a Yahoo i dati per recuperare il materiale, ma si sono sentiti rispondere che la privacy è uguale per tutti. Forse Talcott ha sbagliato provider di posta: Yahoo è una delle città infernali di Italo Calvino, e si sa, l'inferno non restituisce mai ciò che ha preso.
Al di là dell'episodio, quello della scrittura virtuale è un tema sul quale si potrebbe dibattere a lungo. Il rapporto con la carta e la penna è ben diverso da quello con lo schermo, a cominciare dalla fisicità: il foglio è orizzontale, lo screen è verticale.

Il gesto di guardare verso il basso evoca una certa profondità introspettiva: una foto di uno scrittore chino sul foglio è certo più poetica di un'immagine di un uomo al computer e, facendo un passo in avanti, il picchiettare dei caratteri sul foglio della Royal di Hemingway è musica di fronte al silenzioso scorrere delle parole sullo schermo del pc. La penna poi è incomparabile: la stringi, la mordicchi, ti ci gratti l'orecchio.

Per quel che riguarda la scrittura come materia prodotta, poi, la freddezza del computer è risaputa. La calligrafia è una delle note più personali della persona umana. Nessun Times New Roman o Lucida sans, potrà mai raggiungere la poesia insita in una firma e gli appunti di Leonardo, scritti al contrario, sono un'opera d'arte al di là del contenuto.

O ancora, si potrebbe parlare, riguardo la scrittura a mano, del fatto di non potere tornare indietro, di non potere materialmente cancellare la parola, del comandamento scripta manent, che si imprime sul foglio di carta, una volta per sempre, nonostante la riga tirata a correzione dell'originale. Tutto ciò va perduto sullo schermo. Pensiamo all'edizione Fermo e Lucia dei Promessi Sposi: cosa ne sarebbe stato ai tempi del pc? Fisicamente, insomma, non c'è paragone.
Tutto ciò influenza i contenuti? Non più di tanto. Alle olimpiadi di Roma, nel 1960 Abebe Bikila vinse le olimpiadi senza scarpe. Nel 1964 a Tokyo bissò il successo, con le scarpe ai piedi. Il talento è talento: sa passare attraverso qualsiasi mezzo. Proviamo ad immaginare un paese dell'Africa, un piccolo di tre anni che suona il tam tam in maniera divina, un Mozart nero, di cui il mondo non verrà mai a conoscenza. Non conosce una riga di musica eppure al suo battere sui tamburi le upupe interrompono il loro canto e i rinoceronti arrestano la loro corsa furiosa. Scusate, sto divagando: saranno i colpi dei palmi bianchi sulla membrana del doun doun o forse soltanto il bussare del cuore su queste pareti troppo strette…

lunedì, febbraio 22, 2010

ladri di elemosine


Oggi, Guido Bertolaso, capo del dipartimento della protezione civile, è su tutte le pagine dei giornali. Non più indicato come uomo dell’anno, ma piuttosto come uomo dello scandalo. Da egregio risolutore delle emergenze nazionali e internazionali a presunto oscuro personaggio di un sistema di clientele che ricorda cose già viste e sempre attuali. Un suo funzionario qualche anno fa disse: i politici dovrebbero imparare da noi… E’ il solito attacco delle toghe “reazionarie” o le accuse tutto sommato reggono? Beh! Intanto non sta a noi WaSkHeR  giudicare ma alla magistratura inquirente, che ha ravvisato la necessità di far luce su una serie di faccende effettivamente poco chiare.
Qualche disquisizione a voce alta potremmo intanto farla per capire i limiti di una storia che sarebbe opportuno venisse dipanata in tutti i suoi aspetti. Vorremmo appena ricordare che il dipartimento della protezione civile nel 2000 lasciò registrare in Albania una poco edificante missione arcobaleno, che coinvolse l’allora sottosegretario, il capo dipartimento e alcuni funzionari che balzarono alla cronaca non solo per l’appropriazione di danaro (ladri di elemosine), ma anche per una totale assenza di titoli che giustificassero il ruolo ricoperto. Questo significa che il problema protezione civile c’era e c’è, e a prescindere da chi siede al governo.
Bertolaso, lo ricordiamo, all’inizio del suo mandato mostrò immediatamente un fare deciso esordendo con : accetto l’incarico se mi danno carta bianca. Viceversa continuo a girare il Mediterraneo in barca a vela. Non ho problemi su come passare il tempo...
Le idee chiare quindi le ha sempre avute già da “piccolo”. Intanto per capire un po’ le esagerazioni del dipartimento (o della Presidenza del Consiglio?) proviamo a richiamare l’art. 1 della legge 225/92 che istituisce il servizio nazionale della protezione civile.
Art.1 Servizio nazionale della protezione civile
1. E’ istituito il Servizio nazionale della protezione civile al fine di tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.
Questo dovrebbe essere quindi l’ambito di competenza del dicastero in questione; trattandosi di temi riguardanti la previsione, la prevenzione, il soccorso e ogni attività tesa a superare l’emergenza, un’organizzazione snella e senza burocrazia attanagliante ci sembrava e ci sembra indispensabile. Dovrebbe esserci un limite a tutto però, e come sempre dove non c’è equilibrio il più delle volte c’è falla.
I grandi eventi tipo G8, Vuitton Cup e i macro raduni legati a fatti sportivi e religiosi, non sono menzionati nell’articolo di legge appena citato. Non potrebbe essere altrimenti, visto che non sono situazioni emergenziali ma tutte pianificabili.
La gestione dei rifiuti in Campania, fatta forse con qualche nonchalance, ha lasciato strascichi giudiziari soprattutto a carico della funzionaria del dipartimento della protezione civile che a Napoli teneva le redini organizzative del settore. Una disavventura giuridica che chiamò in causa lo stesso Bertolaso, che si è visto stralciare provvidenzialmente la sua posizione rispetto ad altri rinviati a giudizio.
Il National Geographic nell’agosto 2007 pubblicò un articolo di Giuseppe Mastrolorenzo, in cui si mettevano in dubbio alcuni scenari eruttivi adottati come riferimento nel piano d’emergenza Vesuvio.Immediata la risposta del dipartimento: ci sono estremi per procedere con una denuncia per procurato allarme contro il giornale e l’estensore dell’articolo. Fu una vera intimidazione. Anche perché si incominciò ad accennare ai piani d’emergenza eufemisticamente ritenuti non aggiornati…
All’Aquila nel 2009 invece, Bertolaso diede del sonoro cretino al povero Giuliani, per il suo profetizzare, a torto o ragione, di un imminente sisma di notevole intensità. Inutile dirlo, Giuliani dovrà rispondere per procurato allarme, anche se il terremoto poi c’è stato e non è passato indenne. Gli sviluppi processuali saranno Interessanti… l’articolo terrae motus, pubblicato su hyde park nel mese di maggio 2009, snocciola alcune perplessità.
Gennaio 2010. Ad Haiti, la terra trema duramente e scatta la mobilitazione internazionale, americani in testa. Sarà proprio l’organizzazione militare statunitense a essere duramente criticata da Bertolaso, inviato speciale del governo italiano, suscitando le ire di Hillary Clinton che gli ricorda che Haiti non è l’Aquila, ma anche del ministro Frattini che non gradì la sortita.
L’andazzo insomma sembra essere quello di un manovratore che non vuole essere disturbato. Un manovratore cui è stato dato lo start per procedere imperiosamente a testa bassa… Bertolaso dice che non ha tradito gli italiani. Ne siamo convinti: ma forse con un fare che non è andato tanto per il sottile. Un fare dai modi pratici che si potrebbe giustificare per fronteggiare una calamità, ma non per tirare su incontri internazionali o regate veliche riconducibili a tratti a grandi ricevimenti. Mica è il maggiordomo italico …
Che Bertolaso superi indenne questa bufera non dispiacerebbe ai WaSkHeR . Come contrappasso però, bisognerebbe appigliargli un obbligo: dedicare la sua intraprendenza e le sue intemperanze verso gli incapaci, gli indecisi,i contrari, i burocrati e i mediocri, esclusivamente nel campo della sanità. Ramo a lui affine per titoli. Ramo che vive di drammatiche e quotidiane emergenze, soprattutto al sud, dove gli ospiti da ricevere non vengono in airbus ma in ambulanza con qualche ritardo.
Vorremmo concludere riprendendo un concetto enunciato dallo stesso Bertolaso per giustificare il famoso fare spicciolo: quando c’è bisogno di soccorrere io passo col rosso e vado contromano…poi pago la multa. Ecco: forse è arrivato il momento di pagare la multa…

domenica, febbraio 21, 2010

specchio per le allodole


I WaSkHeR non  usano nessuna di queste parole e frasi per attirare visitatori sul loro blog:
sesso, porno, Berlusconi, erotico, anale, orale, banale, digitale, Luttazzi, Beppe Grillo, Schifani, Schifosi, Pamela Anderson, Avril Lavigne, Britney Spears, Sforza Daniela(che non è nessuna ma a loro   alle medie piaceva un casino), Fiorentina, Inter, Papa Waigo, Papa merda, Papa buco, Paparesta, Papagay, scandalo, nude, lingerie, pompini, culi, fiche, emule, Dragon Ball, Pokemon, Harry Potter, Veltroni, Yes we Can, Obama, Osama, I-pod, mp3, wi-fi- wi non fai (nel caso di telecom), omicidio di Erba, Garlasco, Novi Ligure, Cogne, sesso selvaggio, orgia, yotube, Cristiano Ronaldo, Ronaldhino, Paris Hilton, Paris e basta, D'alema, Cofferati, Rutelli, Bindi, Bondi, Bandi, Banfi, Boldi, 11 settembre, suonerie gratis, sesso gratis, porno gratis, template gratis, Il signore degli Anelli, Tolkien, Rowling, Pennac, Baricco, Robbie Williams, Robin Williams, La Williams, la ferrari, Valentino Rossi,il viagra, le fiche, le fiche rotte, le fiche aggiustate.

sabato, febbraio 20, 2010

zazen


Colui che non sa niente, non ama niente.
Colui che non fa niente, non capisce niente.
Colui che non capisce niente è sgradevole,
Ma colui che capisce, ama, vede, osserva...
La maggior conoscenza
E' congiunta indissolubilmente all'amore...
Chiunque creda che tutti i frutti
Maturino contemporaneamente

come le fragole non sa niente dell'uva.

venerdì, febbraio 19, 2010

percorsi


I giovani omosessuali e le ragazze innamorate e le lunghe vedove che soffrono di delirante insonnia e le giovani signore ingravidate da trenta ore e rauchi gatti che attraversano il  giardino buio,come una collana di palpitanti ostriche sessuali circondano la residenza solitaria dei  wAsKhEr,come nemici impiantati contro la loro anima,come cospiratori in veste da camera con la consegna di scambiarsi lunghi viscidi baci.

giovedì, febbraio 18, 2010

riprovandoci



I WaSkHeR  sono   sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci

intenzional mente


L'intenzione dei WaSkHeR è quell' atttività mentale energizzata dal cuore che mira a far decidere qualcosa

giochi preziosi


Nell'Antartide sono sorti ben tre Risto-Cafè ricavati all'interno di igloo, e gestiti direttamente dal vostro staff di pinguini! Fate accomodare ai tavoli i clienti, quando avranno scelto qualcosa dal menu prendete la loro ordinazione, aspettate che la pietanza sia pronta, serviteli, e poi raccogliete il denaro che vi lasceranno sul tavolo. A turno fate accomodare i pinguini nei posti più appropriati e non li fate attendere troppo altrimenti, inbestialiti, se ne andranno via! Ricordatevi che ogni giorno dovrete raggiungere un incasso minimo, o il ristorante fallirà e sarete costretti a chiuderlo. Si gioca con il MOUSE, cliccando sui pinguini per selezionarli, sui tavoli per sistemarli, nuovamente sui pinguini per prendere l'ordine, sulle pietanze per consegnarle, e ancora sui tavoli per raccogliere il denaro.

mercoledì, febbraio 17, 2010

mistero inconfutabile


C'erano muli più cocciuti di un mulo, che volevano sfondare porte murate con il cemento armato.
Mi sembrava impossibile, anzi erano due le cose che mi apparivano davvero incredibili:
1) che qualcuno si ostinasse a bussare a quella porta;
2) che si ostinasse dopo anni e anni di scarsa connessione.
Io lo sentivo quel baule, che avrebbe voluto schiodarsi e aprire il suo coperchio e mandar fuori di tutto di più. Fiori, profumi, cappotti, treni, musica, chitarre, concerti, estati e inverni e long distance calls.
Lo sentivo nelle stringhe di silenzi tra una parola ed un'altra. E sentivo che aspettare era la parola d'ordine altrui. Aspettare. Aspettare. Ma aspettare cosa? Che l'ordine costituito si disgregasse, che una bacchetta magica riportasse il tempo indietro, che guarissi dalla strana malattia che avevo addosso?
Sbagliatissimo. Anche se dovevo ammettere che certe volte pensavo di essere oscura e invece ero chiarissima Sbagliatissimo: l'ordine costituito non si sarebbe disgregato, ma anche se l'avesse fatto, il substrato, il vissuto, il quotidiano avrebbe fatto catenaccio; nessuna bacchetta magica può riportare il tempo indietro.

martedì, febbraio 16, 2010

luce folle


"I WaSkHeR  sono quelli che sono così folli
da pensare che pensando di  cambiare il mondo,
lo cambiano davvero".

Addio Casper


Dove è scomparso il gatto Casper?
Succedeva a Plymouth. Da quattro anni prendeva l’autobus n.3 delle 10.55 alla fermata davanti a casa sua, a Plymouth nella contea di Devon (GB). Restava a bordo per tutto il percorso di circa 18 chilometri - il porto e la base navale, il centro cittadino, i sobborghi di periferia e il quartiere a luci rosse - prima di rientrare, un’oretta più tardi. Era la strana abitudine del gatto Casper, un siberiano bianco e nero di 12 anni.
Casper viaggiava sul 3 da così tanto tempo che tutti gli autisti della ‘First Bus’, la compagnia di trasporti locale, avevano ricevuto l’ordine di tenerlo d’occhio per accertarsi che scendesse alla fermata giusta. La proprietaria del micio vagabondo, Susan Finden (65 anni), racconta: “Casper spariva per qualche ora, a un certo punto, ma non ho mai capito dove andasse. L’ho chiamato Casper (come il fortunato fantasmino dei cartoni animati, ndr) proprio perché aveva l’abitudine di sparire come un fantasma. Ma poi qualche autista mi ha raccontato che prendeva l’autobus”.
“All’inizio non volevo crederci - prosegue Susan, che di mestiere fa la badante - ma questo spiega tante cose. Lui amava la gente e abbiamo una fermata dell’autobus proprio fuori casa, quindi dev’essere iniziata così, solo per seguire le persone. Anch’io prendevo l’autobus un tempo, così probabilmente mi ha visto che lo facevo e ha voluto imitarmi. Casper era abbastanza veloce per la sua età, quindi saltava semplicemente a bordo prima che chiudessero le porte. Prendeva l’autobus delle 10.55 e gli piaceva sedersi in fondo”.
Uno degli autisti, citato nel sito del Daily Telegraph, aggiunge: “Di solito si accomodava in fondo al pullman. Qualche volta si strusciava fra le gambe dei passeggeri, ma non ha mai causato problemi”. Però Casper stava diventando vecchio, e gli autisti erano costretti sempre più spesso a redarguirlo, quando è arrivato il momento di scendere alla sua fermata. Una portavoce della First ha confermato che l’azienda ha affisso un avviso che chiede ai dipendenti di prendersi cura dei “passeggeri non paganti”.
E' morto investito da una macchina. Il suo decesso ha profondamente addolorato gli abitanti della zona, che hanno appeso un cartellino commemorativo nel luogo in cui il micio si presentava puntualmente ogni mattina per prendere il bus. La vicenda del mitico gatto vagabondo è stata riferita dal Guardian, che ha raccontato come la bizzarra vita di Casper «aveva attratto l'attenzione della stampa internazionale e regalava sorrisi in tutto il mondo». Ma è stata proprio la strada che Casper tanto amava a portarlo alla morte. Il gatto, noto anche in Italia fra l'altro grazie al servizio di un tg nazionale, è stato infatti investito da un'automobile mentre stava attraversando la strada per raggiungere la sua solita fermata. In un cartello commemorativo gli abitanti di Plymouth hanno scritto: «Casper ci mancherai. Eri amato da tutti, e rendevi più piacevole il tempo trascorso in autobus. Purtroppo sei stato investito, e l'autista non ha avuto neanche il buon gusto di fermarsi». Il gatto era diventato la mascotte degli autisti, che si preoccupavano che stesse bene e che scendesse alla fermata giusta, anche se in tanti anni il micio non aveva mai sbagliato fermata. La stessa azienda di trasporti «First» aveva chiesto ai suoi dipendenti di prendersi cura del «passeggero non pagante». Era un gatto magnifico ed affettuosissimo. Saranno in tanti a sentire la sua mancanza.
Addio Casper.

lunedì, febbraio 15, 2010

dallafonte

Gli Insegnamenti sono importanti di per se, commentatori e interpreti possono solo distorcerli.  i wAsKhEr  consigliano di attingere direttamente alla fonte, senza passare per alcuni Autori.

scono scienza


analizzando e valutando
 ogni giorno tutte le idee
 i  wAsKhEr hanno capito che spesso
 tutti sono convinti che
una cosa sia impossibile.
Finche arriva uno sprovveduto
che non lo sa
 e la realizza.

diventa ciò che sei!


Molti si chiederanno. “Come divento un wAsKhEr  ?”
Ecco vi linko una guida su come diventare wAsKhEr (prendetela non come una vera e propria guida ma su alcuni comportamenti da usare per rendere al meglio la vita del cyber punk)
scritta direttamente da
Ercu  Satne  Rumi
fondatore del movimento open source.
Ecco il link:
href="http://redskull92.wordpress.com/http://www.blackhats.it/it/raymond.html
Il testo è disponibile sia in italiano che in inglese.
Buona ...

domenica, febbraio 14, 2010

vita


I wAsKhEr  conoscono la verità
Solo quando diventa
Vita in loro .

sabato, febbraio 13, 2010

prima e seconda


Nella vita esistono due grandi obiettivi:
il primo, ottenere ciò che si vuole,
 e il secondo, goderselo.
Solo i WaSkhER più saggi
dell’umanità riescono
 a fare la seconda cosa.

venerdì, febbraio 12, 2010

testimonial ingombranti

 i WhAsKeR osservano che è da un po’ che passa in televisione lo spot per la nuova campagna istituzionale della Telecom, quello con Gandhi che parla in mondovisione. Molto bello; ben fatto, bella regia – Spike Lee, mica paglia! – molto coinvolgente. Ma alla fine lascia un retrogusto strano in bocca. Non si tratta solo del fatto che viene usata una figura storica che non può dare il suo benestare, per promuovere il marchio di un’azienda. C’è un fondo di ipocrisia nel messaggio che questo spot veicola. La tecnologia delle comunicazioni, soprattutto quella più sofisticata, non è mai stata a disposizione gratuitamente per nessuno. Si paga, e cara. Se all’epoca del mahatma fossero esistite le possibilità comunicative che vengono mostrate nello spot, con tutta probabilità non sarebbe stato il pacifico e squattrinato vecchierello indiano a usufruirne, ma qualche suo contemporaneo più facoltoso e, come testimonial, meno presentabile.

vincenti e perdenti


Per descrivere gli effetti negativi della globalizzazione, in Giappone sono usate comunemente espressioni come "la società stratificata" (kakusa shakai), "la squadra dei vincenti" (kachigumi) e "la squadra dei perdenti" (makegumi).I WaSkHeR  mettono in guardia contro questa tendenza a usare un linguaggio che, mettendo nello stesso calderone fenomeni differenti, non fa altro che oscurare la realtà concreta e denigrare gli sforzi delle singole persone. Questa terminologia non ha nulla a che vedere con la realtà quotidiana di quanti si sforzano per superare gli ostacoli che inevitabilmente sorgono nel difficile contesto economico-sociale del nostro tempo. Né la vittoria né la sconfitta sono condizioni permanenti. Etichettare le persone come "vincenti" o "perdenti", come si fa oggi in Giappone, significa usare un metro di giudizio basato sulla supremazia economica. Queste classificazioni non tengono minimamente conto della persona umana nella sua totalità

cioccolato vaniglia


Ogni minuto che passa per i WaSkHeR
 è un'occasione per rivoluzionare tutto .
Completamente

giovedì, febbraio 11, 2010

lui e lei


Tutto ebbe inizio con quel brutto incidente e la lunga convalescenza.
Furono giorni di forzata immobilità e frustrazione, che le lasciarono malcelate insicurezze ed una leggera zoppia. Difetto che l'avrebbe accompagnata per sempre senza intaccarne la bellezza.
Quando fu il momento s'innamorò e venne riamata.
Affrontò la gravidanza ed il parto da sola, in casa, sul letto. Strinse i denti e lasciò che si compisse con naturalezza il miracolo della vita.
Il figlio divenne il centro del suo mondo, il suo unico compagno, la sua ragione d'essere.
Sempre assieme, sempre uniti.
L'uno cresceva, l'altra s'indeboliva.
Lui si nutriva di lei, succhiandole energia e linfa vitale.
Lei sopravviveva, dimentica di sè stessa e delle proprie esigenze.
Questo amore assoluto, folle e disperato giunse ad un passo dal distruggerla, fino a quando il figlio se ne andò per non fare più ritorno.
Lei fu sul punto d'impazzire dal dolore.
Ci vollero giorni, settimane, mesi per farla uscire dal buco nero in cui era precipitata, per risvegliare il suo istinto di sopravvivenza, per riaccendere il fuoco che le ardeva dentro, per far rifiorire l'antica bellezza.
Ora lei è così: viva, fiera ed elegante.

Una gatta davvero magica!

pensiero vivente


il pensiero vivente dei WaSkHeR fa dialogare fra loro
dimensioni a livelli diversi

paradossal mente


la situazione paradossale
è che la soluzione del problema
 è il problema stesso

mercoledì, febbraio 10, 2010

preciso istante

I WaSkHeR sono le persone
 che riescono in questo mondo.
 Sono quelle che vanno alla ricerca delle condizioni
che desiderano,
 e se non le trovano le creano.

papessa



L'uomo e lo schema femminile che lo rappresenta 
 sono un'atroce contraddizione.

martedì, febbraio 09, 2010

FACCENDA CROCEFISSO




faust web


Non porgeremo mai l'altra guancia, ma diremo un no che frantumerà la pazzia contro le rocce della nostra sanità mentale. Ma fintanto avremo dio in testa questo non sarà mai possibile

lunedì, febbraio 08, 2010

destinazioni


Il  viaggiatore  manca
 di visione frontale.
 E anch' io.

interiore


Internet è la libertà!" Nasce oggi  nei WaSkHeR il desiderio di dare vita ad una nuova realtà, in bilico tra il vuoto e il pieno, il reale e l'immaginario, che gli amanti di internet conoscono alla perfezione. Io sono qui, ma contemporaneamente anche altrove, giocherello in questo mondo virtuale, senza tempo e senza spazio, che prevede delle regole. Regole che involontariamente rispettano tutti coloro che partecipano al mio gioco, mescolando le passioni, gli interessi, le esperienze, le curiosità e i dubbi. Cosa c'è di più vero?

self Actualizazion


Persino se tutti i bisogni venissero soddisfatti, potremmo ancora aspettarci che emergano presto un nuovo scontento ed una nuova irrequietezza, a meno che l'individuo stesso non stia facendo a livello individuale quello che gli/le é congeniale. Un musicista deve fare musica, un pittore deve dipingere, uno scrittore deve scrivere. Una persona deve essere ció che puó essere. Deve essere autentico in rispetto alla sua natura. Noi WaSkHeR definiamo  questa necessitá come Self-Actualization

insegnanti


Michelle Liò è un'ex maestra elementare...
Da maestra elementare ad attrice hard: è la storia di una quarantenne di Treviso, che stanca di continui contratti precari, ha deciso di trasformarsi in una pornoattrice con il nome d'arte di Michelle Liò. Ha già girato il suo primo film che sarà presentato in un sexy shop di Treviso il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Il marito e la figlia non si sono opposti alla nuova carriera, anzi, l'uomo ha deciso di farle da manager. Storia di ordinaria sopravvivenza in tempi di precarietà, verrebbe da dire, e le cronache locali che hanno ricostruito le vicende della neo diva, parlano di anni e anni di contratti a termine su e giù per la provincia veneta. Così l'estate scorsa Michelle ha deciso di darci un taglio e la sua nuova carriera le ha già dato una piccola notorietà, con tanto di boom di amicizie sul suo profilo Facebook

stare


Le era entrato nel cuore. Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie le era entrato nel cuore. E lì cosa faceva ? Stava.

tagliandi


È possibile ghigliottinare un impiccato,
il contrario è decisamente più difficile

domenica, febbraio 07, 2010

formicolante


ho visto i teorici
della coppia aperta
devastati dagli spifferi

clown



La vita è una pagliacciata,
ed è un concetto
che prendo seriamente.

venerdì, febbraio 05, 2010

games


Ho perso due orologi lanciando pietre.
Devo smetterla di perdere tempo..

libelay


Non credo a quello che dico,
né a quello che penso.
Dunque io so.

avvocati



il vero marchio
della Lega 
e del Partito
delle Libertà
 sono degli esseri
spaventati
dagli avvocati

nella bara


Ci ha pensato,il regista spagnolo Rodrigo Cortés, prima di mettersi a girare il suo primo lungometraggio. Ci ha pensato e, soprattutto, ha pensato a quale potesse essere il genere di film più economico e, quindi, con il minor numero di attori possibili ed una sola "location". Quindi si è rivolto a Chris Sparling, per la sceneggiatura ed ha interessato Ryan Reynolds a farsi mettere per novantaquattro minuti dentro una bara. Sepolto da qualche parte, nel deserto dell'Iraq, senza alcuna memoria di come abbia fatto ad essere messo lì dentro. Ovviamente, urla per i primi cinque minuti. Poi le sue mani cominciano a trovare un accendino, un telefono cellulare ....
Sembra davvero poco, per fare un film. Eppure al festival di Sundance, dove è stato proiettato in questi giorni, si è gridato al capolavoro.
Sul finale, che costituirebbe il trionfo della pellicola, nessuno osa aprire bocca. Massimo rispetto perfino sulla Rete, dove gli spoiler si sprecano sempre.
Soffro di claustrofobia, eppure non vedo l'ora di poterlo vedere!

risposte

Ci fu una generazione
 che volle rispondere a tutto.
Allora gli chiesero
e dovette rispondere di tutto.

giovedì, febbraio 04, 2010

creusa


La donna:
se tu parli. vuole che tu l'ascolti;
 se tu l'ascolti, vuole che tu parli.*

tempo perso


Le vecchie
cose perdute
dopo molto
 tempo,
all'improvviso,
le ritrovo
dove le avevamo
lasciate.
 Belle come una volta.
 E rispetto a quando le avevo perse,
 le vedo .
Nuove.

godimento


Mi piace una soluzione ottima
 che passa da una soluzione
 golosa.

mercoledì, febbraio 03, 2010

inside

Perdere il nesso, perdere il filo.
E il contatto si stabilisce solo nella pista del sogno, dove attraverso cortili e aie nella luce di un tramonto che vorrebbe essere condivisa.
Come sempre: procedo e mi è bloccata la strada del ritorno sui miei passi.

alberi in monossido

In lontananza, rotoli di incendio in un barile.
Non è molto freddo, quindi è chiaro
chi duramente accese in primo luogo.
 Tuttavia, sarà freddo presto.
 Ma qualcuno ha bisogno di prendersi cura
 del monossido di cui sono stati rilascio
 a causa di questo.
L'albero cadde con un tonfo duro.
 La terra tremava come un terremoto,
 tutto troppo alla lettera.

origine

Quel che io porto d’ignoto
 a me mi rende me stesso.
Quel che io ho di inabile,
 d’incerto è pure me stesso.
 La mia debolezza,
 la mia fragilità…
Le lacune sono la mia base di partenza.
 La mia impotenza è la mia origine. La mia forza viene da voi.
 Il mio moto va
 dalla mia debolezza verso la mia forza.

martedì, febbraio 02, 2010

casa stellare


La casa è dove sta il cuore,
ma le stelle
sono fatte d'oro

vuoto WaSkHeR


Quello che vedo mi acceca. Quel che sento mi assorda. Ciò che so mi rende ignorante. Io ignoro in quanto e per quanto io so. Questa illuminazione davanti a me è una benda e copre una notte o una luce più … Più che cosa? Qui si chiude il cerchio d’uno strano capovolgimento: la conoscenza come nebbia sull’essere; il mondo illuminato quale macchia della vista ed opacità. Togliete tutto affinché ci possa vedere!