Per descrivere gli effetti negativi della globalizzazione, in Giappone sono usate comunemente espressioni come "la società stratificata" (kakusa shakai), "la squadra dei vincenti" (kachigumi) e "la squadra dei perdenti" (makegumi).I WaSkHeR mettono in guardia contro questa tendenza a usare un linguaggio che, mettendo nello stesso calderone fenomeni differenti, non fa altro che oscurare la realtà concreta e denigrare gli sforzi delle singole persone. Questa terminologia non ha nulla a che vedere con la realtà quotidiana di quanti si sforzano per superare gli ostacoli che inevitabilmente sorgono nel difficile contesto economico-sociale del nostro tempo. Né la vittoria né la sconfitta sono condizioni permanenti. Etichettare le persone come "vincenti" o "perdenti", come si fa oggi in Giappone, significa usare un metro di giudizio basato sulla supremazia economica. Queste classificazioni non tengono minimamente conto della persona umana nella sua totalità
"Predatori del mondo intero unitevi! Adesso che mancano terre alla vostra sete di totale devastazione, andate a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, voi siete gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; voi soli bramate possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubate, massacrate, rapinate e, con falso nome, chiamatelo impero; infine, dove fate il deserto, dite che è la pace".
......
venerdì, febbraio 12, 2010
vincenti e perdenti
Per descrivere gli effetti negativi della globalizzazione, in Giappone sono usate comunemente espressioni come "la società stratificata" (kakusa shakai), "la squadra dei vincenti" (kachigumi) e "la squadra dei perdenti" (makegumi).I WaSkHeR mettono in guardia contro questa tendenza a usare un linguaggio che, mettendo nello stesso calderone fenomeni differenti, non fa altro che oscurare la realtà concreta e denigrare gli sforzi delle singole persone. Questa terminologia non ha nulla a che vedere con la realtà quotidiana di quanti si sforzano per superare gli ostacoli che inevitabilmente sorgono nel difficile contesto economico-sociale del nostro tempo. Né la vittoria né la sconfitta sono condizioni permanenti. Etichettare le persone come "vincenti" o "perdenti", come si fa oggi in Giappone, significa usare un metro di giudizio basato sulla supremazia economica. Queste classificazioni non tengono minimamente conto della persona umana nella sua totalità
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento