Che poi, tanto fiaba, non è.
Diciamolo! E' una parodia della fiaba di Andersen,
Questo racconto parla di un imperatore vanitoso, eccentrico, un certo Re . Era il Re del Paese della libertà, e il suo popolo, era il popolo della libertà. .
Questo Re era molto attento ai suoi interessi personali e al suo aspetto esteriore.
Un giorno a palazzo Al....EHM a Corte (!), arrivarono de tessitori imbroglioni che fecero credere a tutti di possedere una stoffa magica e bellissima, che solo gli stolti e gli indegni non potevano vedere. Naturalmente, anche se non vedeva nulla, il Re per non fare la figura dello stolto finse di vedere la stoffa e si fece fare un abito dagli imbroglioni. Tutti a Corte facevano finta di vedere il vestito del Re e si complimentavano ."Bellissimo!", dicevano tutti.
Quando il Re decise di scendere tra il popolo della libertà tutti lo applaudivano e ne ammiravano il vestito. Ma ad un certo punto, si leva una voce di un wAsKhEr fanciullo che grida : "MA IL RE E' NUDO!". Era la voce della verità. La voce dell'innocenza.
MORALE DELLA FAVOLA: Se il popolo della libertà, non fosse un grandissimo branco di pecore (si può dire "grandissimo"?) , forse il Re nudo non sarebbe manco uscito di casa.
In un primo momento si era pensato che il bambino WaSkHeR fosse comunista (si può dire bambino?)
Ma tu guarda se dobbiamo sentire queste cose da un bambino wAsKhEr , invece che dai giornalisti (si può dire giornalisti?).
























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