"Predatori del mondo intero unitevi! Adesso che mancano terre alla vostra sete di totale devastazione, andate a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, voi siete gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; voi soli bramate possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubate, massacrate, rapinate e, con falso nome, chiamatelo impero; infine, dove fate il deserto, dite che è la pace".



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giovedì, aprile 29, 2010

a nudo


 wAsKhEr si ferma alla pompa di benzina  e  mette 20 euro, tutto quello che gli rimane in tasca. Ha speso quello che aveva al ristorante, tu non hai toccato cibo e non sai che pena si prova a chiedere davanti a un piatto di mazzancolle fredde e ad una sedia a rotelle in fibra di carbonio “non mi ami più?”. Avrebbe voluto una risposta qualsiasi, chi tace acconsente. Ti accende una sigaretta mentre tornano a Migliarino . Quando arrivano  sotto casa, dormi già da un ora, ti tolglie la cintura di sicurezza e soffia via la cenere dal tuo maglione.
Ti cade il gelato dagli angoli della bocca, wsKhEr lo raccoglie con un cucchiaino, e te lo ricaccia dentro. Hai le braccia lungo i fianchi e la testa inclinata su una spalla. La signorina alla cassa lo guarda con tenerezza, allora ti pettina guardandoti con gli occhi dei cani, e la stronza va in brodo di giuggiole dentro la sua divisa rossa macchiata di lampone e cioccolata. Paga, spinge la tua sedia a rotelle fino alla porta a vetri del centro commerciale “credevo ti piacesse il gelato, cazzo.” Poi usciamo che è quasi maggio , e ti alza il bavero del giaccone. “non prendere freddo, amore”
Mentre wAsKhEr  ti allarga le gambe immobili hai lo sguardo al soffitto, ti abbassa gli slip, ti fruga come un ladro. “ti piace?” non rispondi, si slaccia i pantaloni. Sei asciutta e gli fa male, se ne frega, e continua a sbattere. Tu guardi oltre le sue spalle, come sempre, mentre la sua saliva scivola sul tuo collo, dietro l’orecchio, sulle tue guance. Un attimo prima di venire ti guarda negli occhi e dice qualcosa che ora non ricorda, forse troia, non sa. In bagno ti aiuta a lavarti, l’acqua è fredda e tu non fiati, appoggia la sua fronte alla tua tempia, cerca una complicità che non vuoi, volti la testa sull’altra spalla. Piange.
Sei dall’altra parte del divano, a due, forse trecento metri da lui. Hai i riflessi azzurri della tv via cavo sulla faccia, qualcuno canta. Alle tre meno un quarto wAsKhEr si sveglia di soprassalto, con un fischio alle orecchie. Alza la cornetta e fa un numero a caso.” Pronto?...” Bussano alla porta, dallo spioncino vede un occhio cerchiato e il ficus sul pianerottolo. Apre. “Lei è il signor wAsKhEr ?” “si?” “ Sono il commissario Tozzi, ci ha chiamato lei un ora fa”.
...Aveva scelto i sassi piatti e lisci con cura, in mezzo alle ossa bianche dei dinosauri e alle alghe scure come capelli incastrati nello scarico. Poi li aveva fatti saltare come ragni d'acqua, fino all'orizzonte. "è facile, guarda" e aveva tenuto il baricentro basso, davanti alla noia della ragazza seduta su una coperta a quadri. "Allora?" e lo disse piano scansando un guscio di granchio con la punta di una scarpa. "allora cosa? è finita". Mentre stringeva la sciarpa intorno al suo collo tenendola ferma con un ginocchio, si guardò intorno, in mezzo ai ciottoli un triciclo senza una ruota, e un preservativo nella risacca come una medusa. Finchè non smise di respirare. A lei uscirono un po’ di lacrime, e non era tanto il dispiacere per l'addio, ma il sale nella bocca, si, e pure un poco per il freddo. Dopo le aggiustò la giacca e la mise seduta. Le tolse le scarpe, sistemandole bene i piedi. uno vicino all’altro. Tolse il blocco alle ruote e riprese a spingere la sedia a rotelle "Andiamo a fare una passeggiata L'aria di mare ti farà bene, vedrai". E si diressero verso il centro commerciale.

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