"Predatori del mondo intero unitevi! Adesso che mancano terre alla vostra sete di totale devastazione, andate a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, voi siete gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; voi soli bramate possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubate, massacrate, rapinate e, con falso nome, chiamatelo impero; infine, dove fate il deserto, dite che è la pace".



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venerdì, gennaio 08, 2010

papille affogate



Brutta morte quella del boccone, prima annega nella saliva e poi, sul suo corpo affogato, battono denti incisivi che lo smembrano.

Solo da morto e brandello il cibo reca piacere a quella ghiandola papilla che decide se il mangiare soddisfa il suo buon gusto; la papilla funge da spia di controllo e le informazioni arrivano al palato, il vero cervello della degustazione.
Una volta che il giudizio palatino è di buon grado il povero boccone è deglutito: dalla bocca esce la parola e incontra il cibo che va a farsi merda.
Per questo non parlavo, il pensiero che le parole e la pietanza usassero un sol canale mi inorridiva a un punto tale che sedevo a tavola, non mangiavo per non sporcare la parola e non parlavo per non mischiarla al cibo.
Andai nel bagno e mi sedetti sulla tazza, non defecai, ma sentii che qualche cosa usciva: mi alzai titubo e vidi nell'acquetta parole galleggiare ed emanare suoni di dissenso.
Tiravo l'acqua ed affogavo la protesta

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