mi è sembrato necessario riflettere sull'orizzonte della visuality postmoderna prendendo in considerazione alcuni degli art-makers
più "liquidi" e, soprattutto,
tentando un'analisi trans-mediale.
tentando un'analisi trans-mediale.
E magari sarà chimerico, ma perché non credere che nuove community del sapere condiviso
(materiali e immateriali)
possano rinegoziare una nuova cultura delle merci e ridefinire una diversa architettura del potere?

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