Man mano che ci si inoltra nel grembo dell'edificio wAsKhErIaNo , l'architettura diventa sempre più bislacca. Ai lati del corridoio si aprono entrate di ambienti senza porta che lasciano intravedere scorci di stanza spoglie, cornici vuote alle pareti... scale che salgono a piani inesistenti... effetti ottici che ingannano le prospettive. Ad ogni passo le cose si complicano, diventando sempre più contorte. La luce diffusa nell'edificio non sembra provenire da alcuna finestra né da alcuna fonte luminosa. Il Corridoio si stringe ancora, mentre il soffitto si alza, trasformandosi in un arco a sesto acuto - che termina in una grande porta laccata di bianco.
Uno Spazio enorme... gigante.. vuoto.... Un'aria fredda fugge nel corridoio, portando con sé il bruisio di cento, mille.. diecimila .. voci sommesse.. parole indistinte... che corrono in ogni dove, sfiorando i corpi di chi vi giunge.
Oltre la porta si apre una voragine enorme.
Un ambiente circolare, simile a quello di una grande cattedrale. Una stanza di un diametro di una trentina di metri ed un soffitto a cupola, alto circa venti metri. Le pareti della stanza sono costella ti pertugi, finestrelle, balconcini, terrazzini.... palchetti....ballatoi... feritoie..... di ogni forma e dimensione...
il brusio è costante, sommesso, come l'alito freddo che si muove nell'ambiente, roteando verso il soffitto e nuovamente verso il pavimento...
il brusio è costante, sommesso, come l'alito freddo che si muove nell'ambiente, roteando verso il soffitto e nuovamente verso il pavimento...

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